[Interviste] Giacomo “James” Scolaro

Non temete, anche se non pubblico con frequenza altissima, questo non vuol dire che non lavori dietro le quinte per tirare fuori sempre cose interessanti per i seguaci della Via! E quindi torniamo con le ormai classiche 8 domande delle nostre interviste con un simpaticissimo Giacomo Scolaro, un giovane (lo dico perché siamo di leva 😉 ) wargamer che però di passioni ne ha, e tante… leggete la sua bella intervista e mi crederete!

Vi ricordo che potete proporvi come “intervistati” utilizzando il form che trovate in questa pagina: scrivetemi e vi ricontatterò via mail mandandovi la lista di domande più alcune info.

Se volete leggere le altre interviste della serie, le trovate tutte qui.

Giacomo “James” Scolaro

Iniziamo con la più classica delle domande: presentati e raccontaci chi sei e cosa fai nella vita.

Ciao Federico ed un saluto a tutti i tuoi lettori. Mi chiamo Giacomo ma per chi mi conosce sono James fino tipo dalla seconda elementare. Questo da quando un mio compagno d’infanzia, che è anche il coniatore di soprannomi di praticamente tutti i miei amici del paese, decise di chiamarmi così vedendomi vestito da guardia inglese per carnevale. Cosa che risaltava giusto un attimo in mezzo a un mare di Zorro, Batman, Sailor moon e principesse varie. La mia passione per la storia, specie quella militare, emergeva sin da bambino. All’inizio dell’anno scolastico avevo sempre la perversione di leggermi tutto il libro di testo. Non so che problemi avessi ma evidentemente crescendo non sono migliorati o diminuiti. Durante le ore di lavoro quotidiano mi occupo di tornitura e fresatura nell’ambito metalmeccanico. Fuori da queste oltre che appassionato di storia, sono un chitarrista da quando ho 10 anni, un avido lettore di fantasy (specie adult, dark e grimdark), a periodi pittore di miniature, amante del disegno, fruitore di serie tv, pc gamer giocatore di Baldur’s gate 2 da quando è uscito, e infine a quanto pare anche boardgamer. Il mio catalogo di perversioni è dunque ampio e variegato. Recentemente si è arricchito, tanto per non farsi mancare nulla, con la creazione del canale youtube “Winter Quartering” che tratta board-wargames. Nonostante questi decisi connotati da nerdone ho sempre preteso anche di condurre una vita parallela mondana più comune. Sport, feste, movida, uscite. Come risultato ho sempre avuto anche due diversi generi di compagnia. ‘Nerdoni vs Mondani’, che sembra tipo una puntata di Ciao Darwin. Riassumendo, se sono posseduto da qualcosa temo che qua dentro siano in tanti.

Come è iniziata la tua passione per i wargame? Raccontaci da dove sei partito, quali sono stati i tuoi mentori, I primi giochi che hai giocato.

In realtà sono stato vittima di un abietto e sporco inganno. Degli amici, facendo leva sul mio amore per il mondo di Tolkien, fecero sedere un me stesso totalmente ignaro dell’intero panorama boardgamistico e perfino che ne esistesse uno, al tavolo dell’allora appena uscito “Journeys in Middle Earth” di Fantasy Flight Games. Ricordavo solo le partite ad Heroquest e Risiko da adolescente. Finimmo la campagna del gioco e nel mentre ne dipinsi anche le varie miniature (ho praticato per diversi anni modellismo con il wargame 3d de ‘il signore degli anelli’ di Games Workshop). Una volta completato e comunque oramai stabilita una routine di gioco, mi fu chiesto, dato che mi sapevano anche appassionato di storia, se volessi provare un altro gioco. A detta loro bellissimo. Mi sedetti così, un po’ svogliatamente quasi solo per compiacere e scroccare un’altra birra, al tavolo di “Twilight Struggle”. Che – Errore -. Finita la partita bramai immediatamente di impossessarmene e chiesi dove poterlo acquistare. Mi fu risposto che non era necessario averne altre copie, che esistono un sacco di altri bei boardgame. Io incredulo li derisi, tanto mi sembrò un’affermazione assurda. Non poteva esistere qualcos’altro. Mi sembrò totale. Non avrebbe avuto senso. Mi fu quindi indicato di consultare il sito “Boardgamegeek”. Fu così che si spalancarono i portali di mille mondi dinanzi ai miei occhi ignari ed innocenti. Il giorno dopo stringevo tra le mani la mia copia di “Hannibal: Rome vs Carthage”. Tutt’ora il mio gioco del cuore, il mio primo. Seguì subito “Time of Crisis” perché chiedermi di scegliere tra la seconda guerra punica e la crisi del terzo secolo la trovai una cosa crudele. Mi riscoprii anche appassionato lettore di manuali. Trovai infatti un piacere assoluto nello studio di Hannibal, del suo playbook, una soddisfazione dall’apprendere e padroneggiare eccezioni e cavilli, e poi pure a sequestrare qualcuno per insegnarglieli. Malattie nuove insomma. Purtroppo quando mi appassiono a una cosa ho la tendenza a diventare estremamente famelico: la sbrano, non lascio briciole, nemmeno la polvere. Mi gettai quindi a capofitto nel mio viaggio di esplorazione del mondo del boardgame convenzionale perdendo definitivamente ogni possibilità di redenzione a son di recupero di classici e tamarrissimi Kickstarter. In parallelo cominciai a navigare anche quello del board-wargame e gioco storico, dando però presto una sterzata dritta e decisa in quest’ultima direzione in quanto questa è in grado di farmi veramente accendere la fiamma. Attualmente mi mantengo quindi in un binario pressoché univoco, restando però informato e casualmente aperto a recuperare o provare quei pochi titoli più convenzionali per me più interessanti.

Oggi invece come vivi l’hobby? Quali sono i giochi che intavoli spesso, le tue abitudini, la tua “game routine”?

In generale nessuna routine fissa, tutto quello che capita e riesco a fare. Gioco tanto in solitario, sia con sistemi dedicati che non. Mi piace molto e mi permette di concentrarmi su aspetti diversi dal multiplayer. Una volta a settimana se va bene riesco però a fare almeno una partita in compagnia. Integro con il gioco online. Saltuariamente con Tabletop Simulator ma in particolare su Rally the Troops, una piattaforma eccezionale ed incredibilmente gratuita.

Reputi che mantenersi informati sulle nuove uscite, le evoluzioni del mercato wargamistico sia importante per un appassionato? Motiva la risposta e se si raccontaci come tu ti aggiorni e quali sono i tuoi canali di informazione preferiti.

Personalmente è importante e mi piace tantissimo mantenermi aggiornato. Lo faccio con qualsiasi mezzo possibile. Non credo assolutamente sia importante come pre requisito. Dipende sempre dalla soggettività di una persona, da come vive l’hobby e dal modo in cui ne ricava soddisfazione. Quello che però ritengo fondamentale è essere ricettivi, mantenersi curiosi. In quest’hobby come in molti altri aspetti.

Raccontaci uno o più aneddoti derivati da partite, convention, ecc che ti vengono in mente.

Il primo che mi viene in mente è stato durante una partita a “Successors” nella quale un mio caro amico dopo un combattimento perso con probabilità di successo discrete, ha fatto volare dadi e miniatura del generale per poi scusarsi

subito dopo. Eravamo piegati dal ridere con le lacrime. Siamo abituati a questi suoi sfoghi saltuari, resi più esilaranti dal fatto che in realtà sia una persona molto a modo. Quella volta però le ha battute tutte. Bellissimo anche l’episodio occorso durante Modena play 2023 nella quale dimostravo “Inferno” di GMT. In una partita di mezzo turno sono riusciti a far verificare la condizione di sconfitta automatica che non ho mai visto in tutte le mie partite al sistema Levy & campaign. Non avere nessun lord in mappa. Abbiamo riso tutti. Il gruppo poi si è ritenuto quindi anche soddisfatto perché ha avuto una dimostrazione del gioco al 100%.

Quali sono secondo te gli aspetti maggiormente interessanti del gioco storico? Pensi che esso possa avvicinare le nuove generazioni alla passione non solo per il gioco, ma anche e soprattutto per la storia?

Da quello che ho potuto vedere al momento penso che il gioco storico avvicini al tavolo soprattutto passioni per la storia ben accese o momentaneamente a riposo aiutando le persone a risvegliarle. Il classico giocatore di boardgame senza una minima propensione, a cui interessa solo la meccanica o il trick, può venirne attirato ma generalmente non ne rimane entusiasta ed anche gradendo continua a prediligere altro. Il mondo del wargame prende in considerazioni molti altri aspetti. Cosa che lo rende così affascinante e anche contraddistinto dal gioco da tavolo convenzionale. Sicuramente è anche un metodo divulgativo importante verso chi è disposto a recepire. E’ altresì un metodo per approfondire e studiare la tematica che si gioca sotto un altro punto di vista.


Che consigli daresti a un neofita che si approccia a quest’hobby per la prima volta? Quali giochi gli consiglieresti per iniziare e perché?

Consiglierei un bel un gioco sul tema storico che interessa di più. Non credo nel concetto di gioco introduttivo. L’introduttivo per me è come l’Australia per i terra-piattisti: non esiste. La passione smuove le montagne e sfonda barriere di qualsiasi tipo.

Ti lascio lo spazio per scrivere ciò che vuoi a chi ci legge!

Ti ringrazio per l’invito. Ho cercato di fare meno danni possibili. Mi dispiace per il tuo bellissimo blog che probabilmente registrerà una qualche forma di decadimento dopo le mie righe qui. Grazie anche a tutti i tuoi lettori. Vi invito a fare un giro anche su Winter Quartering. Mi raccomando fate i bravi/le brave! Ciao

Lascia un commento