[hype] War Room II° Edition

Inauguriamo questa nuova rubrica dal titolo significativo di [HYPE] per parlare dei wargame che sono in arrivo nella mia ludoteca. Quest’oggi parliamo di WAR ROOM, che ho finanziato su kickstarter quest’estate e dovrebbe arrivare sul mio tavolo (o forse sarà il tappeto del salotto…) a giugno 2022, anche se viste le problematiche di spedizione che si stanno creando in giro per il globo, mi sembra una data ottimistica.

WAR ROOM II° Edition è un gioco multiplayer, da 2 a sei giocatori, che cerca di portare sui nostri tavoli l’intero conflitto della seconda guerra mondiale partendo dal 1942, anno in cui Hitler invase la Russia di Stalin con l’operazione Barbarossa. L’autore non ha bisogno di presentazioni: si tratta di quel vecchio volpone di Larry Harris, il creatore, fra gli altri, di Axis&Allies!

La campagna KS si è chiusa alla fine dell’estate e ha raggiunto la considerevole cifra di 459.659 dollari, su un obiettivo di 150.000. Sì, lo so che ci sono campagne che fanno anche i milioni, ma si parla di un gioco abbastanza di nicchia, come andremo a vedere, anche se forse al grognard più integralista che mangia pane e counter gli verrà da storcere il naso.

Un giochino piccino picciò

Come si può vedere dall’immagine qua sopra, si tratta di un vero giocone: lo stesso editore lo definisce un “deluxe game” e solo dalla dimensione della mappa per lo scenario globale (42 pollici di diametro, cioè 106,5 cm… capito perché parlavo del tappeto?) si intuisce perché. I giocatori si troveranno a gestire una delle superpotenze coinvolte nel secondo conflitto mondiale e a cooperare con gli alleati in un interessante teamplay. Per fare un esempio, se giochiamo nei panni del Giappone, non basterà seguire l’evoluzione della guerra nel Pacifico, ma contemporaneamente prestare attenzione a ciò che avviene nel resto del globo e soprattutto cosa fanno Germania e Italia.

Continuando con la lista dei componenti troviamo un manuale di 32 pagine a colori (è attualmente in fase di correzione bozze la traduzione in italiano delle regole, una carriola di token e segnalini unità, 10 dadi speciali a 12 facce, svariate boards che servono per combattimenti, per tenere traccia delle risorse e del morale della propria nazione; si continua con un quadernino per gli ordini fronte e retro per ogni nazione, per un totale di 60 fogli (tra le varie opzioni fuori dalla versione core ma gratuite per i backers, vi è la possibilità di avere la versione riscrivibile, per evitare di finire i fogli o doverli fotocopiare), 131 carte territorio… e via discorrendo, per arrivare a un totale di circa 1000 pezzi di componentistica.

Un bel video di unboxing della seconda edizione… e io devo aspettare ancora quasi un anno

Al di là del feticismo per la componentistica, che tanto so che ce l’abbiamo tutti quindi mi sento in buona compagnia, come funziona il gioco? Tutto si divide in sette fasi, che sono:

  • Direct National Economy

In questa fase si raccolgono le risorse dei territori che si controllano e si aggiorna il pannello forato utilizzato come tracker.

  • Strategic Planning

In maniera simultanea e segreta ogni giocatore segna sul suo taccuino i movimenti delle sue truppe e quanto investire in petrolio nell’asta per l’ordine di iniziativa.

  • Movement operations

Si risolvono i movimenti delle unità: è interessante notare come vi sono alcuni movimenti illegali, per esempio il passaggio in un territorio dove vi sia una presenza nemica. Siccome gli ordini si risolvono secondo l’ordine di iniziativa, non sempre i movimenti che avevamo pensato saranno attuabili quando toccherà a noi, perché magari la situazione sulla mappa sarà cambiata!

  • Combat operation

Si tirano secchiate di dadi e si risolvono i vari conflitti in giro per il mondo. Tenete conto che per ogni unità coinvolta in uno scontro si tira uno o più dadi… per un massimo di tre tiri da dieci! La componente american viene fuori in tutto il suo splendore!

  • Refit&Deploy

Le unità aeree tornano alle basi (che siano aeroporti o portaerei) e vengono piazzati rinforzi freschi in giro per il globo.

  • Morale

Si contano le perdite per ogni nazione, che fanno accumulare stress alla nazione. Più se ne accumula e più va in crisi la nostra fazione, con conseguenze disastrose. Si può ovviare a questa situazione spendendo medaglie o beni di prima necessità per la popolazione per rialzare il morale della gente ed evitare la catastrofe.

  • Production

Si spendono le preziose risorse accumulate grazie al controllo dei territori per creare nuove unità militari o costruire siti industriali.

Tutto chiaro, no?

Non era mia intenzione raccontarvi nel dettaglio il manuale, ma solo dare un’idea di massima di come gira un turno di gioco. Se volete cliccando qui trovate tutte le regole che volete, nel frattempo io vi racconto gli scenari che si possono giocare!

Le impressioni a caldo sulla prima edizione di Player’s Aid

Si parte con il il fronte Est, che vede contrapposti Germania e Unione Sovietica in uno scenario della durata di circa un’ora. Poi abbiamo la guerra nel Pacifico per 2-3 giocatori, dove Gran Bretagna e Stati Uniti se la vedranno con l’impero del Giappone in una partita che dura dalle 3 alle 5 ore. Si prosegue con la guerra in Europa, qui abbiamo gli Alleati che fronteggiano Germania e Italia, in uno scenario della durata di 5-7 ore per 2-4 giocatori; il conflitto globale, il vero cuore del gioco, uno scenario che prevede da 2 a 6 giocatori per una durata prevista tra le 6 e le 12+ ore. Come bonus grazie alla campagna kickstarter, si è aggiunto in corso d’opera anche lo scenario del Nord Africa, 2-4 giocatori, 3-6 ore di durata.

La rapida carrellata che ho fatto di informazioni su questo giocone dovrebbe rendere bene la grandezza del progetto, oltre all’hype che ho. Si tratta di un gioco con una ambientazione storica molto sentita ma sicuramente non una simulazione, dove si tirano una marea di dadi e dove si possono sicuramente creare situazioni astoriche. Parliamo dunque di un gioco da tavolo altamente ambientato e che strizza fortemente l’occhio al gioco storico, pur non essendo simulativo e non avendo la pretesa di esserlo. Qualcuno lo definisce un “convention game”, nel senso uno di quei giochi che si intavolano solo alle fiere e ai ritrovi ma personalmente, in tempi pre covid, sono riuscito a intavolare 3-4 partite l’anno di Twilight Imperium IV, quindi non mi spaventano i monster game, anzi, mi gasano tantissimo! E poi, diciamocela tutta, basta quel bel mappone visto dall’alto a far venire la bava alla bocca!

In conclusione, come accennavo in apertura, la data di arrivo prevista è giugno 2022, ma temo ritardi dovuti alla crisi container e a tutta la situazione pandemica globale, quindi spero di poter riparlarne su queste pagine entro settembre del prossimo anno: nel frattempo, hype hype hype!

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