[AAR] Root: viva la rivoluzione!

Ieri sera viene a trovarmi Gege per la consueta partita settimanale e dopo una partita veloce a Monster Slaughter, quando finalmente rincasa Federica dal lavoro ne approfittiamo per intavolare una partita a Root. Non lo stiamo giocando spesso quanto vorrei e questa è una buona occasione.

Mia moglie prende la Marchesa de Gattis, Eugenio la Dinastia delle Aquile e io l’Alleanza dei Boschi, che facciamo debuttare per la prima volta in una partita: dopo il setup, il consueto veloce ripasso delle regole e lo studio della nuova fazione, ci buttiamo a capofitto in questa nuova avventura tra i boschi di Root!

La partita, come vedrete leggendo e seguendo le fotografie, è stata molto tesa fino quasi alla fine, con continui capovolgimenti di fronte e situazioni sempre tese: che dire, è stata davvero una serata bella e divertente e la giocata tesa e stimolante!

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La situazione iniziale. La Marchesa è presente con i suoi gatti in tutta la foresta, mentre la decaduta ma agguerrita Dinastia delle Aquile si è rifugiata nella radura nord-est, pronta a tentare di riconquistare l’antico potere perduto… mentre nell’ombra il malcontento cresce e già qualche sostenitore appoggia la causa dell’Alleanza dei Boschi. Mentre la Marchesa de Gattis fa marciare i suoi felini per ricompattare i ranghi, le Aquile si muovono e si espandono verso ovest, alla ricerca di nuove radure dove costruire i loro posatoi. L’Alleanza, intanto, inizia a raccogliere sostenitori e qualche radura al centro del bosco inizia a simpatizzare per la causa, supportando la rivoluzione.
LE Aquile, con una mossa a sorpresa ben congegnata, assaltano nientepopodimeno che la Fortezza della Marchesa, tra lo sgomento dei poveri felini (e di Fede)! Arrivate in numero imponente rispetto alle difese che la Marchesa aveva lasciato a difendere il suo caposaldo, le fiere Aquile di Gege sbaragliano il nemico e demoliscono la roccaforte felina: un duro colpo per il potere di De Gattis sulla foresta… Approfittando di questi accadimenti militari, l’Alleanza riesce a fomentare ben due rivolte nel cuore del bosco, piantando due solide basi e addestrando utili ufficiali. Le forze irregolari mostrano finalmente il viso tra gli applausi degli abitanti oppressi.
La rabbia della Marchesa de Gattis è enorme: come osano queste vecchie e maledette Aquile, guidate oltretutto da un dannato picchio, distruggere la sua meravigliosa Fortezza? Dopo una campagna di reclutamenti, i gatti marciano sulla radura dove giacciono ancora fumanti i resti del castello della Marchesa, intenti a riconquistare il terreno perduto. Alcune truppe blu, nel frattempo, volando di ramo in ramo si spostano tra le radure a nord, nord-est, est e sud-est. I miei ribelli continuano, quatti quatti, a sobillare il popolo, piazzando qualche segnalino supporto nuovo, attendendo il momento giusto…
Aspri scontri nella radura a sud-ovest, ex dominio incontrastato della Fortezza dei gatti. La Marchesa riconquista il suo territorio: alcuni raccontano di averla vista vagare rabbiosa tra le macerie della Fortezza, agitando i pugni al cielo e lisciandosi le vibrisse con sguardo vendicativo. Mentre l’Alleanza riesce a piazzare, proprio nel cuore della foresta, la terza e ultima base, le aquile timidamente fanno qualche manovra ma una non rispettata legge del Decreto causano una insurrezione e la deposizione del picchio a favore del gufo, limitando di molto l’operatività delle truppe di Gege.
Dopo le sommosse e gli aspri scontri precedenti, regna una strana calma nella foresta: tutte le fazioni cercano di consolidare le proprie situazioni. Strani movimenti di truppe feline confermano i sospetti delle spie verdi: la Marchesa cova qualcosa per dare un colpo di mano definitivo alla situazione e dichiarare il proprio dominio incontrastato sui boschi.
Federica muove altre truppe nelle radure a sud-est e nord-ovest. Sia le Aquile che l’Alleanza decidono di fare qualcosa, perché questi movimenti appaiono molto sospetti: entrambi marciano nella radura volpe a nord-ovest e combattono aspramente con i gatti della Marchesa, eliminandone quel che basta per frustare, apparentemente, i suoi piani.
Finalmente la Marchesa getta la maschera, tra i cenni d’assenso miei e di Gege. Si tratta di una mossa rischiosa, vista anche la distruzione della Fortezza che non gli da più la possibilità di sfruttare gli Ospedali da Campo per non perdere uomin… hem, gatti… quando sconfitti in battaglia. La presenza arancione nei boschi non sembra deporre a favore di questa scelta, tuttavia, come si vedrà, Fede non mollerà un centimetro e ci proverà per tutta la restante partita.
La Marchesa esce dalla corsa ai 30 punti quando la situazione politica e militare della foresta appare quanto mai incerta. Una ennesima insurrezione delle aquile sembra però zavorrare ancora la Dinastia: al gufo si sostituisce l’aquila, tra le acclamazioni di giubilo della corte, mentre i suoi visir leali si insediano nelle nuove posizioni. Nel mentre l’Alleanza cerca di ricompattare i ranghi e nel contempo sobillare sempre nuove radure, aspettando il momento propizio per fare il grande balzo.
La Marchesa, avendo ben saldo il controllo della radura nell’angolo di sud-est, cerca in tutti i modi di predominare anche quella dell’angolo di nord-ovest, ma, ahimè per lei, le poche truppe che riesce ad arruolare non sono abbastanza per scalzare quella che ormai è una alleanza non scritta tra le Aquile e la ribellione. Aspri combattimenti non riescono infatti a garantire a Federica il controllo della radura volpe tanto agognata, mentre gli abitanti dei boschi si chiedono chi sarà infine il loro prossimo leader…
Giocata al momento giusto, questa carta può chiudere la partita: l’Alleanza dei Boschi si fa dunque avanti per rivendicare il proprio diritto a governare le radure unite, nel segno della democrazia e del rispetto di tutti i popoli. Pugni alzati e grida vittoriose, gli hurrah si sentono risuonare alti nel cielo autunnale del bosco. La triste delusione negli occhi della Marchesa e lo sdegno altezzoso delle Aquile non fanno altro che confermare il risultato, come sottolinea Alessandro Topese.
La situazione nei boschi alla fine della partita. La Marchesa è ormai ridotta al lumicino a causa di campagne militari dispendiose e della prematura distruzione della sua imponente Fortezza. Le Aquile, pur avendo una presenza di truppe notevoli sul territorio, devono chinare il capo di fronte all’inevitabile nuovo che avanza: d’ora innanzi volpi, topi, conigli, aquile e gatti siederanno insieme nel parlamento della foresta, e sotto la guida di una illuminata democrazia prospereranno tutti insieme!

La partita si chiude quindi con il seguente punteggio:

  • Federico (Alleanza dei Boschi) 34 punti
  • Eugenio (Dinastia delle Aquile) 14 punti
  • Federica (Marchesa de Gattis) 0 punti (rinuncia della corsa ai punti in favore della carta Dominio)

Alcune considerazioni: l’utilizzo delle carte Dominio mi sembra un’arma a doppio taglio, Se è vero che nella precedente partita Gege aveva vinto grazie a una di esse, è anche vero che Fede si è tagliata le gambe da sola, escludendosi dalla corsa ai punti quando la sua posizione sulla mappa era troppo debole per assicurargli il dominio delle due radure d’angolo che le servivano.

Al tempo stesso l’Alleanza si è dimostrata per ora la fazione più divertente da giocare, per me. Mi ci sono ritrovato, l’ho capita e gestita nel modo giusto, a mio avviso. Non è facile partire senza presenza sulla mappa e inizialmente si fa fatica a fare punti ma quando si ingrana, soprattutto se gli altri giocatori lasciano indisturbate le tue basi (cosa che in questa partita è successa), non ti ferma più nessuno.

Le Aquile hanno fatto una partita altalenante, forse anche perché era la prima volta per Eugenio con loro. Se a circa metà partita sembravano dominare come punti e presenza in mappa, soprattutto grazie alla sciabolata contro la Fortezza della Marchesa e a una oculata attenzione al decreto, nella seconda fase della partita hanno subito un veloce rallentamento (ossimoro?) e Gege non ha potuto fare altro che limitare i danni. Se da una parte è inevitabile che si verifichi più di una insurrezione a partita, man mano che si accumulano carte nel Decreto, dall’altra bisogna cercare in qualche modo di arrivarci preparati, altrimenti si rischia di rimanere al palo.

Questo Root si conferma un gioco divertente e fenomenale: non vedo l’ora di reintavolarlo ancora, anche perché dobbiamo ancora vedere una fazione, anzi, un personaggio: il Vagabondo! E se ne vedrà delle belle!

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